CHI SIAMO

Canali di Bologna

La mission della realtà Canali di Bologna è di garantire la manutenzione e la funzionalità delle acque di Bologna al fine di salvaguardare l’assetto idro-geologico della città, e di contribuire al mantenimento dell’equilibrio igienico del sottosuolo urbano provvedendo alla regolazione idraulica del territorio che dipende dal loro sistema artificiale.
Ciò si esplicita dunque nella custodia, vigilanza, pulizia e conservazione in buono stato delle Chiuse di Casalecchio e di San Ruffillo, dei Canali di Reno e Savena e di tutti gli altri Canali del territorio interessato, intraprendendo operazioni a favore dei suoi Soci, laddove, solo previo assenso degli stessi e in casi particolari, vengono svolte altre attività esterne.

Lo scopo di queste attività è, da sempre, quello di mantenere in efficienza il reticolo idraulico bolognese, convinti che per raggiungere tale obiettivo non ci sia bisogno solamente di meri interventi tecnici laddove se ne ha necessità, ma di una cura costante che disponga la conservazione del patrimonio idraulico bolognese, che ne faciliti lo studio e l’approfondimento conoscitivo. Il corretto adempimento della mission aziendale non può prescindere da una valorizzazione della storia della città stessa, e di quanto il suo sviluppo socio-economico sia dipeso dai sui canali.
La ricerca storica che Canali di Bologna sostiene ha dunque un duplice scopo: da un lato, la condivisione della propria attività di conservazione e manutenzione; dall’altro, grazie alla conoscenza dell’antica conformazione della città, la promozione di una sempre più nuova visione di che cosa si deve fare per mantenere intatte tali peculiarità e ricchezza del territorio.
La realtà Canali di Bologna agisce in maniera rilevante anche nei confronti del patrimonio storico - architettonico della città. L’attività su opere idrauliche, meccaniche e civili e sulle diverse proprietà ha come effetto il mantenimento del proprio patrimonio preservandone la caratterizzazione storico-architettonica, oltre che l’efficienza. A questa vocazione si affianca e si aggiunge un’azione di ammodernamento tecnologico, pur nel mantenimento del fascino identitario e turistico del patrimonio architettonico-culturale costituito dai manufatti.