Il CANALE ILLUMINATO

 

Progetto di valorizzazione notturna del canale di Reno nel tratto fra le Vie Malcontenti e Oberdan

 

Interposta fra il fiume Reno e il torrente Savena, ma da essi distante, Bologna, cresciuta attorno alla conoide del torrente Aposa, non poteva avvalersi direttamente delle loro risorse idriche. Per questo motivo i bolognesi realizzarono due chiuse, derivando da questi corsi d’acqua due canali che giungevano fino alla città.

Queste opere furono fondamentali per l'economia cittadina, consentendo un fiorente sviluppo industriale già a partire dal XIII secolo.

Intere zone urbane, come la grande spianata del Mercato (attuale piazza VIII Agosto), realizzata nel 1219, erano caratterizzate da canali in cui confluivano scoli fognari, fossi e canalette a cielo aperto.

Strade corrispondenti alle attuali Vie della Grada, Riva di Reno, Capo di Lucca, Castiglione, Rialto erano percorse dai canali scoperti di Reno e di Savena. In questi spazi le attività della comune vita quotidiana convivevano, pericolosamente e in precarie condizioni igieniche, con le attività lavorative.

Fino ai primi decenni del XX secolo in questi canali i popolani e le popolane attingevano acqua, lavavano i panni e gli animali, nuotavano incuranti delle ripetute proibizioni delle autorità. Per migliorare le condizioni igienico-sanitarie, nel dopoguerra furono coperti i tratti cittadini del canale di Reno ancora corrente, a cielo aperto, lungo le vie della Grada e Riva di Reno. Vennero risparmiati solo due brevissimi tratti, uno corrente fra le vie Augusto Righi e Bertiera, l’altro fra le vie Alessandrini e Capo di Lucca, rimasti unici testimoni di un paesaggio urbano scomparso.

Grazie alle riaperture degli affacci delle vie Malcontenti e Piella, attuate nel 1998, seguite da quella di via Oberdan, il tratto fra le vie Augusto Righi e Bertiera, già utilizzato anche come fossato difensivo della seconda cerchia muraria, risalente secondo recenti studi all’XI secolo, è stato rivalutato.

Questi suggestivi scorci, in particolar modo la cosiddetta finestrella di via Piella, sono diventati fondamentali punti d’interesse per i turisti che visitano la città, e simbolo del patrimonio storico-idraulico di Bologna Città d’Acque, che i Consorzi dei Canali di Reno e Savena si impegnano da tempo a divulgare e promuovere.

Considerato che, allo stato attuale, il tratto interessato è visibile solo durante le ore diurne, perdendo di notte la possibilità di essere apprezzato, si propone di valorizzarlo con un progetto di illuminazione artificiale site specific curato dall’arch. Giordana Arcesilai.

Si tratta di un intervento non invasivo, ad impatto visivo minimo e a bassa intensità di luce, che rispetta il luogo, avvalendosi del potere riflettente dell’ acqua. In questo modo non solo si garantirebbe ai turisti e ai cittadini la possibilità di godere della vista notturna sul canale, ma l’intervento contribuirebbe significativamente alla riqualificazione della zona, interessata da numerose attività commerciali e di ristorazione.  

 

 

 

 

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